La riforma Fornero non basta. L’età pensionabile a 67 anni nemmeno. L’Europa vorrebbe che i Paesi dell’euro zona ritardino ulteriormente l’accesso alla pensione da qui ai prossimi anni. L’ultimo monito della Bce, la Banca centrale europea, parla chiaro. E sembra, forse senza esserci bisogno di utilizzare il condizionale, un monito cucito addosso all’Italia, reduce dalle elezioni del 4 marzo scorso vinte da due forze politiche – Movimento 5 Stelle e Lega Nord – che hanno promesso agli italiani un superamento della legge Fornero, volontà ribadita subito dopo il voto da ambedue i capi politici, Luigi Di Maio da una parte e Matteo Salvini dall’altra.

Secondo quanto dichiarato dall’Istituto centrale di Francoforte, “aumentare l’età del pensionamento può ridurre gli effetti macroeconomici negativi dell’invecchiamento”. In sostanza, il diktat proveniente da uno degli organi più importanti dell’Unione Europea boccia le precedenti misure di riforma previdenziale attuate dai governi Renzi e Gentiloni: Ape social, Ape volontaria e Rita. Tali provvedimenti sono stati realizzati pensando di apportare dei correttivi alla precedente riforma Fornero, con quest’ultima che aveva eliminato ogni forma di flessibilità previdenziale, generando grande malcontento tra i cittadini italiani.

In sostanza, l’Europa chiede ai governi degli Stati nazionali di prolungare la carriera dei lavoratori, posticipando l’ingresso in pensione, sulla base di un’aspettativa di vita sempre maggiore anno dopo anno. I detrattori delle politiche Ue hanno letto tra le righe del messaggio della Banca centrale europea un chiaro monito al futuro governo italiano, alla luce anche dei risultati del voto delle ultime politiche. Quale sarà la reazione di Di Maio e Salvini di fronte alle nuove richieste dell’Unione Europea in materia previdenziale? Sia il Movimento 5 Stelle che la Lega Nord continueranno a ribadire la volontà di superare la riforma Fornero oppure si adegueranno a quanto affermato dalla Banca centrale europea di Mario Draghi?

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