In fondo non è un caso che l’Italia si sia commossa così tanto per la sua scomparsa. Anche i suoi telespettatori, anche l’uomo della strada che magari neppure lo seguiva in tv, ritrovavano in Fabrizio Frizzi l’inconfondibile profilo del buon pater familias.

Dell’uomo ricco e famoso che, nonostante le migliaia di ore nelle case degli italiani, non aveva perso il senso fondante della «casa» che protegge l’amore.

D’altronde anche per questo, qualche volta, era stato pizzicato dalla critica: troppo buono, forse troppo perbene, per non scatenare qualche gratuità maldicente tanto per gradire. E anche nella vita privata Fabrizio Frizzi è sempre stato quel «bravo ragazzo» che, pur inciampando qualche volta, non si è mai tradito. Due compagne di vita fondamentali, Rita Dalla Chiesa e Carlotta Mantovan, due donne diverse che hanno completato l’uomo Frizzi fino alla fine, la prima più anziana d’età, la seconda molto più giovane, entrambe al di sopra di qualsiasi sospetto. La storia, e il matrimonio, con Rita Dalla Chiesa sono stati la favola dei rotocalchi degli anni Ottanta, lui il golden boy della tv, lei conduttrice elegante, figlia del generale e prefetto Carlo Alberto ucciso dai corleonesi lasciando orfana la nostra idea di legalità. Iniziarono a conoscersi presentando insieme Tandem su Raidue, nel 1983, una trasmissione per ragazzi che diventò anche la culla di un amore da feuilleton. «Fu lui a fare il primo passo, io non ci pensavo, aveva dieci anni meno di me e all’epoca era uno scandalo». Ragazzo di buone maniere, Frizzi l’aspettava sotto casa, la Vespa sul cavalletto, i ricci neri a incorniciare un sorriso così radioso che neppure la malattia, tanti anni dopo, riuscì a spegnere.

Insieme diventeranno uno dei simboli dell’Italia che si ritrovava dopo il piombo degli Anni Settanta, la confusione di valori, la fine dei punti di riferimento. Quando si sposarono, nel giugno del 1992, da pochi mesi Mario Chiesa era stato arrestato e Tangentopoli iniziava a vagire. Si separarono nel 1998. «Rita e io non andiamo più d’accordo», spiegò Frizzi per disinnescare le polemiche nonostante circolassero già le sue foto con Graziella De Bonis, 25, corista di Domenica In. «Avrei dovuto abbozzare, come si dice a Roma, ma alla fine non ce l’ho fatta più», ha poi spiegato lei. Fu un attimo. Una crisi che persone intelligenti accusano, subiscono perché forse inevitabili e poi elaborano senza schiumare nell’odio o nell’indifferenza. Non a caso, nel 2015 Rita e Fabrizio tornarono addirittura a condurre un programma insieme, La posta del cuore. Nel frattempo lui aveva incontrato Carlotta Mantovan, giovanissima (diciassette anni), seconda a Miss Italia del 2001 presentata come tante altre proprio da Frizzi, un sorriso bello come il suo e poca voglia di gossip. Da uomo elegante, ha protetto l’amore per anni, arrivando al matrimonio solo nel 2014, quando già era nata Stella, e Rita aveva deciso di non partecipare alla cerimonia civile perché «è il momento per Fabrizio di vivere con Carlotta e la loro Stella». La foto ferita ma serena di una coppia separata che però non aveva perso per strada il rispetto reciproco e, in fondo, anche i cromosomi dell’amore vero, quello che resiste anche ai bivi della vita (lei ieri era in lacrime fuori dall’ospedale).

Dopotutto, Fabrizio Frizzi si è portato sempre dietro il buon senso di chi non si è mai lasciato ipnotizzare dalle fantasie sfrenate del successo: «Diventare padre in età avanzata, come è accaduto a me, è stata una scelta d’amore e non un atto d’egoismo: avendo una compagna tanto più giovane, so che Stella è comunque in buone mani», ha spiegato quando non c’era nessuna nube all’orizzonte. E quando invece il panorama era ormai troppo scuro per intravedere una luce, il papà modello si è confidato dicendo di lottare «per vederla crescere». Non ce l’ha fatta e ora Stella è rimasta da sola, dopo essere stata protetta in questi mesi dalle grinfie dello strazio implacabile di un genitore buono che se ne va. Ma quando potrà fare i conti con il dolore, scoprirà di averlo ancora accanto, quel papà modello, magari non in prima serata ma sempre sotto i riflettori del buon esempio.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/politica/rita-carlotta-vita-pagina-stile-1509383.html

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