La chiamavano la rivoluzione dei sorrisi, ma bisognerà cambiare nome. Quando arriva la notizia dell’arresto di Carles Puigdemont la Catalogna indipendentista si mobilita in un attimo, le strade della domenica delle palme, già cariche di rabbia per le carcerazioni di venerdì, si riempiono. Tante voci e un coro: «Puigdemont president». L’atmosfera, però, non è quella festosa di sempre. E tra lacrime e rabbia, scoppiano anche incidenti con la polizia, un inedito nel movimento di questi ultimi cinque anni di proteste.

I due cortei  

A Barcellona si organizzano due manifestazioni, ma la gente scende in piazza in maniera spontanea, formando cortei improvvisati.

L’ala dura degli indipendentisti, concentrata all’inizio della Rambla, decide di avvicinarsi alla sede del governo spagnolo, nel quartiere dell’Eixample. I Mossos d’Esquadra, la polizia catalana (guidata da Madrid per effetto del commissariamento che ha decapitato la Generalitat) crea una zona di sicurezza. I manifestanti, dei cosiddetti «comitati a difesa della repubblica», l’ala dura del movimento, cercano di forzare i blocchi e gli agenti caricano. Il bilancio degli scontri parla di 52 feriti e di 3 arresti. Pacifici, invece, gli altri cortei, sul Passeig de Gracia e davanti al consolato tedesco.

Escalation giudiziaria

Ma la protesta non riguarda soltanto Barcellona; le delegazioni dell’esecutivo di Rajoy diventano l’obiettivo anche negli altri capoluoghi, Girona, Tarragona e Lleida, dove non mancano momenti di tensione. Gli echi della rivolta arrivano sulle grandi direttrici catalane: gruppi di indipendentisti hanno interrotto cinque tratti di autostrada, mentre in altre statali si procedeva a passo d’uomo per protesta. «È l’antipasto dello sciopero generale», dicono molti manifestanti.

Il movimento indipendentista è stato duramente colpito nelle ultime ore: venerdì l’arresto di quattro dirigenti e ieri quello di Puigdemont segnano una escalation giudiziaria che potrebbe avere conseguenze anche di ordine pubblico. Il carattere pacifico delle mobilitazioni di questi anni è stato garantito soprattutto dalle due associazioni della società civile, Anc e Omnium, i cui leader Jordi Sànchez e Jordi Cuixart, nonostante ciò, sono in carcere da oltre 5 mesi.

Le manifestazioni delle ultime ore però fanno temere che il controllo della piazza venga conteso sempre di più dai «duri» dei Comitati a difesa della repubblica. Altro brutto segnale: davanti alla villetta del giudice istruttore Pablo Llarena, nella provincia di Girona, sono comparse scritte minacciose: «La Catalogna sarà il tuo incubo».

Il futuro della Generalitat 

Politicamente l’arresto di Puigdemont segna la fine della cosiddetta «strategia dell’esilio». In questi mesi la leadership indipendentista è stata esercitata da Bruxelles. L’ex presidente tirava (apertamente) le fila della partita, in uno spazio lasciato vuoto dal suo vice, Oriol Junqueras in prigione da quasi 150 giorni e leader del partito rivale Esquerra Republicana. La vittoria contro ogni pronostico di Puigdemont alle elezioni del 21 dicembre aveva dimostrato, agli occhi degli indipendentisti, l’importanza di avere una voce libera che sfidasse Rajoy, anche se lontano dalla patria. L’unico controcanto arrivava dalla leader di Esquerra, Marta Rovira, che si è rifugiata in Svizzera tre giorni fa.

Le principali riunioni di questi mesi si sono svolte a Bruxelles e quando non era possibile spostarsi, il «presidente legittimo» si collegava via Skype (del telefono non si fida nessuno). Il sogno di una investitura a distanza era stato frustrato dai giudici costituzionali, ma la direzione politica restava nelle mani dell’ex sindaco di Girona, che proponeva i nuovi candidati (ora in carcere entrambi) cercando una presidenza simbolica che i partiti tradizionali (Esquerra e PdeCat) erano restii ad accordargli. La Catalogna, in fiamme e divisa, non ha un presidente. Trovarne uno che non finisca in carcere dopo poche ore, sembra diventato impossibile.

Fonte: http://www.lastampa.it/2018/03/26/esteri/scontri-con-la-polizia-e-arresti-la-piazza-di-barcellona-nelle-mani-degli-oltranzisti-V3mRZ4agwqXEEtiBQHRfgN/pagina.html

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