Una donna di 60 anni e un uomo di 80 affetti da degenerazione maculare senile sono stati sottoposti a una procedura sperimentale a base di cellule staminali. Dopo averli visti leggere dalle 50 alle 80 parole al minuto quando prima a malapena riuscivano a distinguere i volti delle persone, i medici del Moorfields Eye Hospital nel Regno Unito si sono convinti che la nuova tecnica potrà presto realmente ridare la vista a chi soffre della più comune forma di cecità legata all’invecchiamento.

La procedura è nata all’interno del London Project to Cure Blindness, una collaborazione tra Pete Coffey dell’ University College London e Lyndon da Cruz, chirurgo del Moorfields Eye Hospital ed è stata descritta su Nature Biotechnology.

Negli occhi dei pazienti è stato inserito un tessuto (“patch”) ricoperto di centinaia di migliaia di cellule staminali embrionali convertite in cellule dell’epitelio pigmentato della retina.

Entrambi i pazienti erano affetti dalla forma “umida” della degenerazione maculare, una condizione provocata da un’improvvisa perdita di vasi sanguigni nell’occhio che può distruggere le cellule dell’epitelio pigmentato sulla macula, parte fondamentale della retina. Queste cellule hanno un ruolo cruciale per il funzionamento dei fotorecettori i quali, in loro assenza, smettono di funzionare. L’uomo e la donna su cui è stata testata per la prima volta questa procedura erano destinati a perdere la vista in poco tempo.

L’impianto con cellule staminali è stato in grado di ripristinare la visione centrale consentendo ai due pazienti non solo di leggere, ma di vedere dettagli di un mondo che poco prima appariva come una confusa macchia grigia. La riuscita dell’intervento è stata valutata con una serie di test sulla visione:  la donna che riusciva a leggere al massimo 2 parole al minuto prima di sottoporsi all’impianto di staminali è arrivata a 83 parole al minuto, l’uomo dalla totale incapacità di leggere è passato a 48 parole al minuto.

Gli scienziati sono convinti che entro cinque anni queso tipo di intervento possa diventare comune come un’operazione alla cataratta.

Ma, nonostante i risultati siano molto promettenti, è bene essere cauti.

La nuova tecnica è stata testata solamente su due persone seguite per un anno. Il numero di pazienti è troppo esiguo per poter dimostrare la sicurezza ed efficacia del nuovo trattamento e il periodo di osservazione è troppo breve per poter valutare gli effetti a lungo termine dell’operazione. Non sappiamo, inoltre, se la tecnica testata su pazienti con la forma “umida” di degenerazione maculare sia ugualmente efficace in chi è affetto dalla forma “secca” che è la più comune.

A breve altri otto pazienti verranno sottoposti alla procedura a base di cellule staminali e gli scienziati avranno modo di approfondire altri aspetti dell’intervento, compresi gli eventi avversi.

Fonte: http://www.healthdesk.it/ricerca/cellule-staminali-embrionali-ridanno-vista-due-pazienti-affetti-degenerazione-maculare

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