Affari & Finanza, l’inserto economico di Repubblica, rilancia l’ipotesi di un risiko bancario che potrebbe coinvolgere Ubi Banca, Banco Bpm, Mps, Creval, Carige, Bper, Banca Popolare di Sondrio e Banca Popolare di Bari. Viene infatti ricordato che per gli istituti di credito diventa più difficile aumentare la redditività, anche per via della crescita del cosiddetto Fintech, che l’anno prossimo potrebbe creare ulteriori problemi visto che “la direttiva Psd 2 in fase di implementazione darà accesso a controparti terze ai numeri dei conti correnti di quegli italiani che desiderano ricevere offerte alternative sui loro flussi e pagamenti”. Riuscire quindi a creare delle aggregazioni consentirebbe di ridurre i costi, anche per le implementazioni e gli investimenti tecnologici.

Secondo Affari & Finanza, dunque, il 2019 potrebbe essere un anno di fusioni tra banche, dove non tutte potrebbero fare da “predatori” nei confronti di altre. Probabilmente ad avere più chance di guidare eventuali nuovi gruppi sarebbero Banco Bpm, Bper e Ubi Banca. Difficilmente, infatti, Montepaschi potrebbe non essere una “preda”, vista la sua situazione. Tuttavia se Rocca Salimbeni dovesse essere acquistata da un’altra banca, lo Stato potrebbe cedere la sua quota di capitale, riportando quindi l’istituto in mani private in tempi piuttosto brevi. Resta tuttavia da capire chi potrebbe fare la prima mossa in questo risiko bancario italiano. Anche perché un ruolo potrebbero averlo anche soggetti stranieri. I francesi di Credit Agricole hanno mostrato un certo attivismo negli ultimi mesi e potrebbero essere della partita.

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