Teheran, 13 novembre 2017 – Si aggrava il bilancio del violento terremoto tra Iraq e Iran. Il numero dei morti è salito ad almeno 339, oltre 2.530 i feriti, e il bilancio potrebbe aggravarsi ancora. Nella Repubblica islamica il maggior numero di vittime, 328, mentre nel Kurdistan iracheno il bilancio è salito a 11 morti. Il sisma, di magnitudo 7.2, ha colpito ieri la zona di confine tra i due Paesi. La cittadina più colpita è quella di Sarpol-e Zahab.

Nella provincia iraniana di Kermanshah, la più colpita, sono stati indetti tre giorni di lutto. Le autorità hanno disposto la chiusura di scuole e università nella provincia di Kermanshah, dove invece sono chiamati a presentarsi al lavoro tutti i dipendenti governativi.

La tragedia riavvicina la Turchia ai curdi iracheni. Il premier turco Binali Yildirim ha inviato un messaggio di cordoglio alle famiglie delle vittime, annunciando che la prima tranche di aiuti è stata già consegnata da un aereo militare: cibo, medicine e 250 tende nella città di Sulaymaniyah, epicentro del sisma. “La Turchia è al fianco delle vittime del terremoto che ha colpito il nord dell’Iraq, li consideriamo nostri fratelli”, ha detto Yildirim. Un primo convoglio di aiuti è stato già consegnato per cercare di far fronte alle necessità alimentari e sanitarie della popolazione. Dopo mesi di polemiche legate al referendum che lo scorso 25 settembre ha sancito l’indipendenza del Kurdistan Iracheno (il cui risultato è stato poi congelato), la Turchia si riavvicina all’Iraq del nord manifestando solidarietà e inviando aiuti. Il perfetto contrario delle ritorsioni economiche e della chiusura del confine, più volte oggetto di minaccia da parte del presidente turco Recep Tayyip Erdogan nelle scorse settimane, che avrebbero al contrario messo in ginocchio la già debilitata economia dell’intera regione.

Fonte: http://www.quotidiano.net/esteri/terremoto-iraq-oggi-1.3530312

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