A 91 anni ci lascia il playboy per eccellenza, il fondatore della rivista che ha rivoluzionato, negli anni 50, i concetti di uomo, donna e sesso

91 anni, il fondatore di Playboy Hugh Hefner è morto nella sua casa per cause naturali, circondato dalla famiglia. Era il 1953, quando creò uno dei giornali più importanti della storia dell’editoria, un marchio profondamente incisivo dal nulla che rivoluzionò prima di tutto il rapporto tra generi e la loro percezione

La rivista era la sua creatura, con oltre 60 anni anni di servizio. Ha esercitato il controllo creativo sulle sue pagine per più tempo di qualsiasi altro direttore. Nel frattempo Hugh Hefner ha aperto dei club con oltre 132mila membri e ha vissuto sulla sua pelle (fino a raggiungere la più totale decadenza) il playboy lifestyle.

Nel 1953, il pubblicitario 27enne Hugh Hefner, diventato da poco padre e sposato con la prima donna con cui fosse andato a letto, decise di ritagliarsi un proprio posto al sole. Mise insieme 6mila dollari (una cifra interessante per i tempi) per avviare Playboy, la testata che avrebbe forgiato e applicato il concetto di life-hacking al mondo maschile: quali abiti scegliere, quale lavoro perseguire, quali libri leggere, quali parole usare per diventare un playboy sono i consigli presto divenuti cavallo di battaglia delle pagine del suo giornale.

Eppure il vero scopo dell’uomo costruito da Hugh Hefner era ben più semplice: piacere alle donne. Non a tutte, però. Quelle giuste. Quelle le cui misure e i cui canoni estetici fossero però da lui approvati per andare in edicola.

Così la rivoluzione ha finito per avere due facce, quelle dei due generi (maschio e femmina) nuovamente scolpiti alla luce di un set di valori innovativo negli anni Cinquanta. Una formula basata sulle nozioni blande di gioia di vivere e sesso senza catenecrescita e affermazione individuale. Il prezzo da pagare, con l’idealizzazione di un concetto maschilista di donna, la coniglietta, lo si sarebbe capito solo più tardi.

Finito nell’occhio del ciclone e sorvegliato speciale di John Edgar Hoover (direttore dell’Fbi per 37 anni) e dei movimenti femministi, la rivista di Hefner nel frattempo ha raggiunto la tiratura di 7milioni di copie. Siamo negli anni ’70 e il nome di Hefner diventa famoso in tutto il mondo, anche a causa del suo salotto, sempre frequentato da personaggi di respiro internazionale, ma anche a causa del suo carattere e della sua vita movimentata.

La filosofia di Playboy e l’avanguardia

The Playboy philosophy è un insieme di 25 editoriali firmati da Hefner e pubblicati tra il 1962 e il 1965, con i quali ha lanciato sassi nelle acque dei temi civili e sociali che l’America stava affrontando o avrebbe affrontato nei decenni seguenti: diritto all’aborto, la liberalizzazione della marijuana e la libertà di unione e di coppia. Argomenti che i suoi detrattori hanno bollato di libertinaggio e che oggi risuonano famigliari.

Rinascere a 60 anni

Nel 1985, a 59 anni compiuti, Hefner ha avuto un ictus e ha rivisto il suo stile di vita, limitando gli eccessi e i frequenti party notturni fino a lasciare le redini del suo impero a sua figlia Christie nel 1988. Nel 1989 le sue seconde nozze con Kimberley Conrad che sarà sua moglie fino al 2010. Nel 2012 Hefner ha sposato, in terze nozze, Crystal Harris.

Ripensamenti e convinzioni

Storicamente accostato al partito democratico, negli ultimi anni della sua vita ha preso le distanze dalla politica, dicendosi deluso. Ha finanziato o contribuito a finanziare attività filantropiche, donando anche cifre importanti. Ha sostenuto la campagna anti-vaccino “Generation rescue”, una causa sposata da Jenny McCarthy, una delle sue playmate preferite, apparsa per 14 volte sulle pubblicazioni di Hefner, tra il 1994 e il 1998.

Hefner verrà seppellito vicino a Marilyn Monroe, al Westwood Memorial Park di Los Angeles.

Fonte: https://www.wired.it/attualita/media/2017/09/28/morto-hugh-hefner-fondatore-playboy/

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