“La crisi Ryanair è un episodio senza precedenti anche nella capitale “: a dirlo è l’associazione AirHelp, società che tutela i diritti dei passeggeri in tutto il mondo e che ha fatto un focus sugli effetti a Roma dello stop a duemila voli deciso dalla compagnia area irlandese a causa del buco nella gestione del personale. I numeri che emergono dal rapporto AirHelp parlano chiaro: a Fiumicino la Ryanair ha cancellato fino al 28 ottobre un totale di 272 voli, per una media di 8 voli al giorno, in arrivo e in partenza.

Ogni giorno partono in media 52 aerei Ryanair dal Da Vinci: i passeggeri coinvolti dai tagli sono più di 40mila, anche se hanno la facoltà di scegliere un altro volo e di essere rimborsati: per la compagnia i potenziali risarcimenti superano i 12 milioni. Non meno importanti i numeri relativi allo scalo di Ciampino, che insieme a Orio al Serio è la seconda base operativa in Italia per la compagnia irlandese, che nel secondo scalo della capitale “muove” ogni giorno 82 aerei. Secondo il dossier di AirHelp, i voli cancellati fino al 28 ottobre sono 78, in media 3 al giorno; sono più di 11mila i passeggeri che rimarranno a terra, o che non potranno arrivare a Roma, mentre i potenziali risarcimenti ammontano a 3,5 milioni. In sostanza sono cancellate le tratte da Ciampino allo scalo londinese di Stansted e alcuni voli per Berlino, mentre da Fiumicino le destinazioni più coinvolte dallo stop sono Barcellona, Catania e Bruxelles. In sostanza almeno il 10% dei voli Ryanair sono cancellati.

Sono numeri ridotti rispetto alla quantità totale di passeggeri che la compagnia irlandese trasporta ogni giorno da e verso Roma, per la precisione, secondo AirHelp, quasi 8mila a Fiumicino e 12mila a Ciampino; molti potrebbero essere spostati sulle altre compagnie aeree. Ma l’impatto rischia di essere comunque importante sia dal punto di vista dell’immagine che economico. “I passeggeri devono sapere che hanno diritto a un risarcimento che va dai 250 a 600 euro e non al solo rimborso del biglietto”, spiega Lorenzo Asuni, responsabile di AirHelp Italia. Il timore è per l’impatto sul turismo: dopo i dati negativi del 2016 sui pernottamenti a Roma dei turisti stranieri, fermi a 44 milioni e quindi in calo dell’8%, i primi sei mesi del 2017 hanno fatto registrare un andamento positivo: secondo gli ultimi dati della Camera di Commercio di Roma e di Banca d’Italia, da gennaio a luglio gli arrivi hanno superato i 6 milioni e i pernottamenti sfiorano i 28 milioni, con un balzo in avanti di quasi il 28% rispetto all’anno scorso.

E anche la spesa dei turisti stranieri, che supera i 3 miliardi nei primi sei mesi del 2017, registra una crescita di almeno l’1% rispetto al 2016. Rimane però il problema dei servizi pubblici e del periodo di soggiorno medio di un turista, che a Roma è fermo a poco più di 3,5 giorni. Ora gli occhi sono puntati sulla crisi Ryanair, che a Roma vanta una flotta di base di almeno 30 velivoli e genera un indotto lavorativo che va da 3mila a 4mila lavoratori, di cui la maggior parte nell’area di Ciampino. “Ryanair è oggi tra le più importanti compagnie aeree – spiega Gaetano Intrieri professore di Modelli avanzati e controllo della gestione presso l’università di Tor Vergata – il problema non è piccolo ma se fosse successo ad agosto l’impatto sarebbe stato più forte. Non credo che la compagnia avrà problemi economici, O’Leary è uno dei migliori manager e mi auguro che questo problema lo aiuti a migliorare nella gestione del personale e a tenere in maggior conto la dimensione sociale della sua impresa”.

Fonte: http://roma.repubblica.it/cronaca/2017/09/24/news/ryanair_cancellati_350_voli_cosi_roma_resta_a_terra-176354916/

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