Dolore e rabbia. Donatello Rago, la madre di Nicolina Pacini, la quindicenne morta dopo che l’ex compagno della mamma le aveva sparato un colpo di pistola al volto, accusa: “Sapevo che aveva una pistola e l’ho anche detto ai carabinieri quando ho presentato le denunce perché mi minacciava. Ho ancora i messaggi conservati sul telefono. Era un violento, sapevo che c’era pericolo per i miei figli”.

La donna racconta delle minacce subite dalla figlia: “Nicolina era stata già minacciata ad agosto dell’anno scorso dal mio ex compagno che le ha puntato un coltello alla pancia”. Di come non lasciava “mai Nicolina da sola con lui” ma quel giorno “ero a fare un colloquio di lavoro” e “Nicolina volle tornare a casa sua per riprendersi delle foto di lei e di suo fratello. Appena entrò – ricorda Donatella – trovò tutte le foto per terra e si arrabbiò molto: fu allora – conclude – che mia figlia fu minacciata”.

Tra le lacrime se la prende con i nonni, i suoi genitori, ai quali era stata affidata e con i quali i rapporti si erano deteriorati: “Dov’erano i nonni mentre mia figlia moriva? Ora denuncerò tutti, perderanno l’affido”. “Avevo chiesto ai miei figli di venire con me a Viareggio, dove mi sono trasferita per lavoro, per dare loro un futuro migliore – spiega la donna – ma non hanno voluto seguirmi perché qui avevano la scuola e le loro amicizie. Avevano detto che non sarebbe successo nulla”. E ancora:  “Anche l’assistente sociale mi diceva sempre che non c’era posto più sicuro di casa dei nonni: si è visto com’è andata a finire”.

Qualche giorno prima dell’omicidio, Donatella dichiara di aver avvisato i suoi genitori invitandoli a stare attenti. “Qualcuno – racconta Donatella – mi ha telefonato per dirmi che il bastardo era stato visto nei dintorni di casa mia”, ma “mio padre mi ha detto che era al bar con gli amici”. E poi, aggiunge Donatella, “ha chiamato il padre di Nicolina dicendogli di non farmi telefonare più”.

Che Antonio Di Paolo, il 37enne che ha sparato al volto Nicolina Pacini e poi è fuggito in campagna per suicidarsi, fosse armato è un dettaglio che anche un suo cugino aveva rivelato ai carabinieri. Lo ha detto in tv, intervistato dalla Rai: “Una volta – ha detto – mi sono trovato in caserma e ho accennato al maresciallo: ‘Vedi che mio cugino dice che ha una pistola’, ma essendo che lui era un chiacchierone non prendevano in considerazione una cosa del genere”.

“Un giorno – ha proseguito il cugino dell’omicida-suicida – è venuto qui con la lametta e ha detto ‘mi ammazzo’ e io l’ho bloccato. Attualmente parlava con mio fratello e gli chiedeva dei soldi per andare a Viareggio per ucciderla. Gli ha chiesto 300 euro e mio fratello gli ha detto: ‘dove li prendo i soldi?’. Lui ha detto di avere una pistola carica con 12 proiettili. Lui non accettava che lei lo avesse lasciato, aveva quel tipo di mentalità ‘o con me o con nessuno'”.

Fonte: http://bari.repubblica.it/cronaca/2017/09/22/news/nicolina_la_mamma_ai_carabinieri_avevo_detto_che_il_mio_ex_aveva_una_pistola_-176188170/

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