FIRENZE – Ventura, sta per arrivare la partita più importante della qualificazione al Mondiale, la trasferta in Spagna da vincere a tutti i costi, e qualcuno tra gli azzurri convocati non sta giocando o sta giocando poco: Bernardeschi, Spinazzola, Barzagli. Inoltre il mercato conferma la propria invadenza.
“E’ evidente che sarebbe meglio che giocassero tutti e che il mercato – lo dicevo già da allenatore di club – finisse almeno il giorno prima dell’inizio del campionato. La Nazionale ne paga le conseguenze. Ma finché le cose non cambiano, dobbiamo prenderne atto”.

Insigne, in compenso, è particolarmente in forma.
“Sta facendo benissimo, ma non da adesso. Ha avuto la totale maturazione da tempo, è importantissimo per il Napoli e per la Nazionale. Sono felice di averlo. Se sta bene, e uno che sposta gli equilibri in campo”.

La partita del 2 settembre al Bernabeu è così complicata che non si possono fare calcoli tattici: bisogna provare a vincerla.
“Sì, anche se poi se l’ultima vittoria è di settant’anni fa e perfino le Nazionali italiane più zeppe di campioni non sono mai riuscite a battere la Spagna a casa sua. Ci sono difficoltà evidenti”.

Una difficoltà supplementare è legata alle assenze: Marchisio, Ronagnoli, Bonaventura.
“La partita arriva in un momento della stagione storicamente non ottimale per noi, a settembre è così e anche questo l’ho detto in tempi non sospetti. Ma la cosa che mi preoccupa è che si parli solo di Spagna, quando dopo tre giorni abbiamo Israele a Reggio Emilia. Se vinciamo con la Spagna e poi non battiamo anche Israele, l’impresa al Bernabeu non serve a niente. Dobbiamo lavorare in funzione di entrambe le partite”.

Pensare a Madrid le toglie il sonno?
“No, anzi, tutto il contrario. Non perdo il sonno, sono anche un po’ eccitato. Ce la giocheremo, per vincere. Mi piace andare a fare questa partita. Vale per me e per i giocatori”.

Spinazzola è stato convocato, malgrado avesse rifiutato di giocare con l’Atalanta, perché voleva andare subito alla Juventus: non si è posta la questione etica?
“Se fosse successo nell’arco del campionato, questo rilievo avrebbe un senso, ma a mercato aperto devi convivere con queste situazioni. Spinazzola è stato convocato, e così anche Bernardeschi e Barzagli che nella Juventus hanno giocato poco, perché dovevo ripartire dal gruppo della partita di Udine col Liechtenstein, non ho avuto altre partite in mezzo per fare valutazioni diverse, è passato troppo poco tempo. Durante la stagione le valutazioni possono cambiare, per ora no”.

Sarebbe servita almeno un’altra giornata di campionato in più, come aveva chiesto per preparare al massimo Spagna-Italia?
“Ripeto, ho chiamato il gruppo al di là di ogni altra considerazione. Io ho dovuto fare le convocazioni con una sola partita di campionato di valutazione, perché le convocazioni le dovevo fare il sabato: troppo poco, quindi aveva più senso la continuità del gruppo”.

Significa che per lei Spinazzola è irrinunciabile?
“Vale per lui e per Pellegrini, altro giovane: erano qui l’ultima volta e nel frattempo non c’era possibilità di fare valutazioni, quindi li ho richiamati”.

Il sistema di gioco può cambiare dal 4-2-4 al 3-5-2?

“Ho detto più volte che abbiamo un modo di stare in campo e che c’è grande convinzione da parte di singoli di portare avanti questo tipo di discorso. Poi c’è anche la base dell’Europeo da cui siamo partiti. Siamo in grado di portare avanti entrambe le tematiche. Quando abbiamo parlato di programmazione, significava per me un coinvolgimento totale: il progetto di formare una squadra di club all’interno della Nazionale. Quando parlo di due moduli, parlo di difesa a tre oppure a quattro, il resto può variare?

Belotti e Immobile sono compatibili con un eventuale tridente?
“In un tridente fanno fatica perché sono due punte centrali. Poi si può fare tutto, però la logica dice che in Nazionale ognuno deve giocare nel suo ruolo”.

E’ previsto il turnover tra Spagna e Israele?
“Certo che sì, anche perché giochiamo subito, non c’è tempo per recuperare”.

Sul mercato i giovani hanno fatto le scelte giuste o sono stati poco lungimiranti?
“Hanno pensato soprattutto alle cose loro, mi auguro che giochino tutti nelle loro squadre”.

Verratti è un punto fermo, però in Nazionale l’ultima volta è tornato a casa e non c’è stato tempo di verificarne il ruolo.
“Credo che sia pronto e voglioso di giocare, con me ha giocato più che con gli altri ct. Quanto al ruolo, nel PSG fa tutto nell’azione, si muove ovunque partendo dall’impostazione. E’ in grado di fare tutti i ruoli del centrocampo. E’ importante per il suo club e importantissimo per la nazionale”.

Se allenasse un club, i 100 milioni di clausola li farebbe spendere al suo presidente per Belotti?
“Io ho sempre fatto guadagnare ai miei dirigenti. Credo che sia un giocatore importante. Domenica ha fatto un grande gol e una prestazione normale. Bisogna dargli tempo. La clausola da cento milioni fa parlare, ma oggi non è questo il punto, il punto è che e sulla strada giusta per diventare un campione”

La sua opinione sul Var?
“Quando si inizia, come in tutte le cose, bisogna dare tempo. Io vedo che , a seconda delle partite ci sono tempi limitati o dilatati. Concettualmente sono favorevole, ma penso anche che il Var sia migliorabile. Il tempo non si ferma, tutto cambia. Ad esempio una volta uno doveva fare un precampionato ottimo per essere candidabile dalla stampa alla nazionale, ora basta un gol”.

Qual è la posizione in campo di Insigne?
“Conte una volta l’ha messo trequartista e lui ha avuto difficoltà. A livello di Nazionale i giocatori devono essere messi nelle migliori condizioni per rendere al meglio secondo le loro caratteristiche. Nel 3-5-2 Insigne ed El Shaarawy dovevano stare in panchina, per loro non c’era posto. E’ lo stesso discorso che a centrocampo vale per Jorginho”.

 C’è un reparto che la preoccupa di più?
“Credo che per Spagna e Israele, in questo senso, non ci sia stress, mi auguro che si possa supplire alle difficoltà del momento. In prospettiva dobbiamo accelerare il passaggio generazionale, in alcuni ruoli abbiamo meno ricambio. Ma sono certo che ci sia un’altra infornata: non vedo l’ora di iniziare gli stage. Con una battuta, potrei dire che nel frattempo abbiamo questo giretto da fare al Bernabeu”.

A proposito di Spagna, le piacerebbe che la Nazionale facesse come nella Moto Gp Dovizioso, uno che gli spagnoli li sta battendo spesso?
“Ovviamente sì. Quando leggo che la Spagna non perde mai in casa, è evidente che, se noi ce la facessimo, faremmo qualcosa di molto importante. Certo, mercato e forma fisica in questo periodo ci condizionano, indipendentemente dalla nostra volontà. Per fare due esempi, come potevo immaginare il caso Spinazzola o che Bernardeschi andasse alla Juventus? Alla Fiorentina giocava”.

E’ difficile programmare?
“Se parliamo di una partita, non dipende dalla mia volontà. Ma per me programmazione non è una partita singola, è un obiettivo. Io credo che questa sia una fase di estrema importanza per la nostra Nazionale e per il nostro calcio. Se oggi mi chiedete perché non gioca Pellegrini nel suo club, vuol dire che si percepisce finalmente questa possibilità di programmare a lunga scadenza”.

Però i dati delle prime due giornate sono poco rassicuranti le prime della classifica schierano il 78% e il Palermo, in B, il 100%.
“Infatti, se fossimo a novembre, alcuni giovani che scalpitano sarebbero qui ad assaggiare la Nazionale. Se si confermano, ci saranno”.
Si aspetta un aiuto dai colleghi di club?
“Ne sono convinto. L’anno scorso, girando l’Italia, ho avuto il loro appoggio totale. Quest’anno ho appena ricominciato da Spal e Verona, continuerò”.

Fonte: http://www.repubblica.it/sport/calcio/nazionale/2017/08/28/news/ventura_pre_spagna-174069343/

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