ROMA – Non odorare il cibo potrebbe avere effetti benefici sulla tua taglia. Almeno se sei un topo. È il risultato di una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Cell Metabolism che dimostra come i topi senza senso dell’olfatto prendono il 16% di peso in meno rispetto a quelli che ce l’hanno, diventati invece obesi dopo tre mesi di test. Un risultato parzialmente atteso dagli scienziati. Anche se le ragioni di questo “effetto dimagrante” non sono propriamente quelle immaginate dagli studiosi dell’università della California, Berkley, negli Stati Uniti.

I ricercatori hanno condotto le analisi su un gruppo di normali e un altro che è stato geneticamente modificato apposta in laboratorio per perdere le abilità olfattive. Entrambe sono stati sottoposti per circa novanta giorni allo stesso tipo di dieta. Una equilibrata, prima. E una ad alta percentuale di grassi, poi. Analizzando i risultati, i ricercatori hanno rilevato che nel primo caso le differenze di peso tra le due categorie erano minime. Tuttavia, nel secondo c’era un distacco più marcato: quel 16% che fa la differenza. Gli scienziati pensavano che il motivo era semplicemente uno, ovvio: non poter odorare il cibo aveva portato i roditori a godere meno dei piaceri di un buon banchetto. Di conseguenza: a mangiare meno e pesare di meno.

Invece – a sorpresa – la quantità di alimenti mangiata dai due gruppi era equivalente, così come uguale era l’esercizio fisico. Così la spiegazione del risultato è stata attribuita a una connessione chiave tra il sistema olfattivo e le regioni del cervello che regolano il metabolismo, in particolare l’ipotalamo, attraverso circuiti neurali ancora sconosciuti. In pratica: gli animali con il naso fuori uso si sono mantenuti più snelli perché hanno bruciato più calorie soprattutto nel loro tessuto adiposo bruno, quello che serve a produrre calore ed è molto presente nel corpo di questi animali. A differenza degli esseri umani, dove a prevalere è il tessuto adiposo bianco usato come riserva di energie.

Come annota il sito statunitense Quartz, c’è ancora tanta strada da fare prima che gli scienziati riescano stabilire se la perdita dell’olfatto può aiutare anche noi a stringere la cinghia dei pantaloni. Ma Andrew Dillin, biologo cellulare tra gli autori dell’analisi, crede che questo studio abbia aperto le porte a ulteriori approfondimenti nel campo.

Fonte: http://www.repubblica.it/scienze/2017/07/11/news/_se_non_odori_il_cibo_ingrassi_meno_lo_studio_sui_topi-170539434/

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