La Legge di Bilancio in vigore dal 1° gennaio 2017 ha lasciato una piacevole sorpresa a molti pensionati. Il 1° luglio infatti, come di consueto, è stata pagata la #quattordicesimamensilità e come promesso, la mensilità aggiuntiva è stata potenziata ed allargata come perimetro di applicazione. In pratica, i vecchi percettori se la sono vista aumentare di importo, mentre molti altri che fino all’anno scorso erano esclusi, l’hanno percepita per la prima volta. La SPI, patronato che si occupa di #Pensioni e che fa parte della CGIL, ha avviato una campagna per le verifiche di molti nuovi percettori della quattordicesima, soprattutto ex dipendenti statali.

I dati triplicati

La scintilla che ha messo in allarme il patronato e che farà ben sperare molti pensionati da lavoro statale è relativa ai dati statistici confermati dalle erogazioni del 1° luglio. Come anticipò qualche settimana fa il Ministro del Lavoro Poletti, la nuova quattordicesima era l’intervento più importante al capitolo pensioni minime. Un provvedimento che aveva esteso notevolmente, secondo il Ministro, la platea di beneficiari, soprattutto tra gli ex lavoratori pubblici. La nuova quattordicesima viene erogata a soggetti con pensioni entro i 1.000 euro al mese e secondo i dati definitivi del post pagamento, i beneficiari rispetto allo scorso anno sono triplicati. Come sottolineano dal patronato, la quattordicesima a pensionati da lavoro pubblico, veniva erogata dopo una autocertificazione del pensionato.

Questa particolarità esecutiva, rendeva la misura diversa rispetto agli ex lavoratori del settore privato, ai quali la mensilità aggiuntiva era erogata in automatico. Da quest’anno, per via delle novità introdotte, anche agli ex lavoratori statali, la mensilità aggiuntiva è arrivata in automatico.

Arretrati da richiedere?

Per questo motivo, la SPI chiede ai pensionati di recarsi alle strutture territoriali del patronato per farsi controllare la pensione degli anni precedenti. Un intervento che potrebbe dare diritto a ricevere arretrati relativi proprio alle eventuali quattordicesime non erogate perché non coperte dalla autocertificazione necessaria, ma spettanti in base ai parametri reddituali di quegli anni. Come sempre in questi casi, la prescrizione è quinquennale [VIDEO], pertanto possono essere richiesti arretrati fino a 5 anni indietro. Il patronato invita anche i dipendenti privati, oggi pensionati, a verificare comunque l’entità della quattordicesima percepita e soprattutto, i soldi in più presi negli anni precedenti.

La quattordicesima, erogata automaticamente ed a scaglioni, potrebbe essere stata calcolata male dall’Istituto di Previdenza Sociale Italiano. Infatti, il meccanismo di erogazione e calcolo della mensilità aggiuntiva, appare particolare. Il primo dubbio è legato al fatto che essa è calcolata in base a redditi presunti, visto che la quattordicesima è erogata a luglio, in piena campagna reddituale, che come di consueto scade a settembre. Dubbi ce ne sono anche sul secondo parametro utilizzato per calcolare la quattordicesima spettante, cioè quello dei contributi versati durante la vita lavorativa. Infatti, percepiscono importi più alti coloro che si trovano ad aver versato oltre 25 anni di contributi. Importi inferiori a coloro che si trovano ad aver versato tra i 15 ed i 25 anni di contributi, mentre ancora più inferiori le cifre per coloro che hanno meno di 15 anni di versamenti. In pratica, un controllo è consigliabile e si prevede che la campagna avviata dalla SPI di Genova, come riportato dall’edizione del 10 luglio del quotidiano “La Repubblica”, sarà seguita da altre sigle sindacali.

Fonte: http://it.blastingnews.com/lavoro/2017/07/pensioni-quattordicesima-possibili-arretrati-per-gli-ex-lavoratori-001839039.html

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