Il film diretto da Patty Jenkins non è ancora arrivato in sala – lo farà il primo giugno – ma già sta scatenando polemiche. In realtà, a suscitare disappunto, non sono state le nuove avventure, né l’aspetto rivisto in chiave moderna, dell’eroina femminista per eccellenza di stanza alla DC Comics; ciò che ha fatto nascere il caos è stata l’idea del gestore della catena di cinema Alamo Drafthouse di Austin, in Texas, che ha scelto di proiettare la pellicola per il solo pubblico femminile. Donne felici, quindi, ma uomini scontenti.

“Scusateci, signori, ma abbracciamo il ‘girl power’ e diciamo ‘uomini non ammessi’ per una speciale proiezione serale all’Alamo Ritz. E diciamo ‘ammesse solamente le donne (e coloro che si identificano come donne)’. Tutti coloro che lavoreranno a questa proiezione – lo staff, le maschere, la biglietteria, ecc. – saranno donne”, ha fatto sapere l’Alamo Drafthouse. La notizia, naturalmente, si è subito diffusa in Rete. La polemica, ora, è: può un film con un personaggio femminile e femminista, che parte da un’idea di uguaglianza, ribaltare il proprio intento, diventando qualcosa che esclude? La risposta può essere sì se, come è il caso specifico, tutti gli introiti della proiezione del film sono destinati a Planned Parenthood, l’organizzazione non a scopo di lucro che fornisce assistenza sanitaria alle donne.

Gli uomini, però non sono d’accordo e hano lanciato anche messaggi piuttosto ‘battaglieri’: “Perché, allora, non proiettare i prossimi ‘Spider-Man’ o ‘Thor’ per un pubblico esclusivamente maschile (o per chi si sente tale)?”, si legge in Rete. Il dibattito è aperto e, a quanto sembra, non basteranno tutti i superpoteri dell’universo DC a placare – per ora – le acque.

Fonte: http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2017/05/29/news/_wonder_woman_-166717888/

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