La paura e il clima di diffidenza che sfocia in un incendio doloso appiccato a un bar di un cittadino marocchino sposato con una ragazza russa di Pioltello, alle porte di Milano. Una suggestione dopo la strage di Manchester, che non ha nessun riscontro – anzi è palesemente infondata – ma che fa sì che il risentimento verso gli stranieri si concretizzi in gesto di ritorsione.

L’incendio è stato appiccato la notte scorsa, intorno alle 2, davanti alla serranda del bar dove nei giorni scorsi – secondo una testimonianza che è risultata inattendibile – un gruppo di stranieri avrebbe esultato per l’attentato di Manchester. Un uomo ha notato il gruppo festeggiare e una volta tornato a casa ha collegato il momento a quanto successo al concerto alla Manchester Arena. L’attentato però non era ancora accaduto, ma tanto è bastato a scatenare il risentimento.

La segnalazione era stata riferita da un programma televisivo e non ha avuto alcun riscontro da parte delle forze dell’ordine. La notte scorsa qualcuno ha svuotato una bottiglia di liquido infiammabile sulla saracinesca del bar Marrakech e ha dato fuoco. Lievi i danni alla saracinesca, grazie all’intervento di alcuni residenti che hanno spento le fiamme. Il nucleo investigativo di Cassano d’Adda ha trovato la bottiglia a poca distanza dall’ingresso del locale.

Sulla vicenda, è voluta intervenire la sindaca, Ivonne Cosciotti, con una conferenza stampa per condannare “la ricerca del nemico”. “Non possiamo – dice – additare le persone a caso, trenta anni fa venivano additati i meridionali, ora gli stranieri”.  E’ “arrabbiata, delusa” ma non molla. “E’ l’esempio di come un fatto mai avvenuto, una non notizia – commenta – possa fare danni in una città in cui si sta facendo il massimo sforzo per l’integrazione”. Cosciotti, eletta a capo di una lista di centrosinistra, non nega che esistano problemi “in una città di 37 mila abitanti dei quali 10 mila sono stranieri”. “Nel 2016, però, abbiamo anche vinto il bando per le periferie – racconta – e le etnie che vivono a Pioltello, tra di loro, parlano in italiano, e questo è importante. Ora gli stessi titolari del bar, in cui non c’è stato nessun festeggiamento, hanno paura a uscire. I danni sono stati limitati ma l’episodio ha fatto davvero male”.

Preoccupati i proprietari del bar. “Ho paura, la gente mi guarda come se avessi fatto davvero qualcosa di brutto: nel mio bar non ha festeggiato nessuno per l’attentato di Manchester, non si esulta mai per una strage e sicuramente non lo Adil, 30 anni,da 14 anni in Italia, ha invitato sabato prossimo tutti i cittadini a un aperitivo solidale ‘Senza etichetta’. “Io mi sento un cittadino di Pioltello e nel mio bar vengono tutti: stamane qualche sconosciuto è venuto a chiedermi come stavo, a dirmi che non credono a quello che dice la tv, ma io e mia moglie abbiamo paura. Io sono una persona capace di convivere con altre culture, mi sono sempre sentito accettato a Pioltello, ma ora lo sguardo di tanti è cambiato”.

Lascia un commento

Inserisci un commento
Inserisci il tuo nome