Un gruppo di famiglie prepara una mobilitazione contro il Decreto Legge che obbliga i bambini e ai ragazzi che frequentono le scuole a sottoporsi a tutti i vaccini previsti dal nuovo piano promosso dal ministro alla Saluta, Beatrice Lorenzin. “Se fino a giovedì scorso eravamo concentrati sul ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale contro i regolamenti comunali che impedivano l’accesso dei bambini non vaccinati ai nidi, oggi siamo tutti uniti nel contestare questo Decreto Legge, le modalità con cui è stato promulgato e nel cercare di ostacolare l’approvazione di una Legge che lederebbe i diritti fondamentali delle persone e discriminerebbe una parte della popolazione infantile – spiega il gruppo “Genitori Uniti Romagna” -. Per questo stiamo organizzando diverse manifestazioni pubbliche per venire allo scoperto, palesare la nostra presenza e sensibilizzare a questo tema tutti coloro che fino ad ora non hanno avuto modo di approfondirlo”.

Mercoledì, dalle 10 alle 12, si terrà un flash mob delle famiglie davanti alla sede Ausl di Via Colombo, per “manifestare pacificamente la loro indignazione”. Quella stessa sera Maria Cristina Reciputi, 48 anni, psicologa, mamma di 3 bambini di 13, 10 e 8 anni, che ha cominciato lunedì lo sciopero della fame, si incatenerà in Piazza Saffi davanti al Comune come segno di protesta e resistenza. La sua azione è ispirata a quella di Giorgio Gustavo Rosso, fondatore di Macrolibrarsi e consigliere comunale a Cesena, che alla fine degli anni ottanta fu fra i primissimi ad opporsi alla vaccinazione dei propri figli e riuscì ad ottenere, dopo molte peripezie, che essi frequentassero la scuola pubblica. Rosso ha cominciato un nuovo sciopero della fame il giorno stesso in cui è stato approvato il nuovo Decreto Legge e sarà presente in Piazza Saffi venerdì, dalle 18 alle 21.

Per il gruppo “Genitori Uniti Romagna”, il decreto legge del 19 maggio “va contro diversi articoli della Costituzione Italiana e di molti trattati internazionali, i quali ribadiscono che le persone devono essere lasciate libere di scegliere come curarsi e di opporsi ad un trattamento sanitario che non desiderano. Eppure il Governo vorrebbe toglierci questi diritti. Ai genitori viene tolta la possibilità di decidere se vaccinare i propri bambini ed, eventualmente, contro quali malattie e con quali tempistiche. Addirittura si paventa loro la possibilità di perdere la patria potestà sui propri figli nel caso non si adeguassero immediatamente alla normativa. Anche coloro che avevano ottemperato agli obblighi vigenti fino a poco tempo fa, con sgomento, si ritrovano inadempienti nei confronti della legge, visto che le vaccinazioni obbligatorie sono state portate da 4 a 12 con un atto assolutamente ingiustificato e incomprensibile”.

“Da settimane sentiamo parlare di una supposta epidemia di morbillo, nonostante gli stessi dati messi a disposizione dall’Istituto Superiore di Sanità ci dicano che i casi che si sono verificati dall’inizio dell’anno (ancora non confermati da esami, per altro) sono gli stessi del 2013 e la metà di quelli del 2011. Qualche anno fa nessuno parlava di “emergenze” o di “epidemie”; oggi il Governo vorrebbe imporci 8 nuovi vaccini perché ci sono stati 2.200 casi di morbillo in tutta Italia – proseguono -. Allo stesso modo, con la stessa arroganza ormai tipica di buona parte dei nostri politici, ci vengono fornite informazioni parziali, inesatte o addirittura fasulle: si parla spesso di “effetto gregge” senza però dire che ci sono studi che dimostrano che anche con coperture altissime si verificano focolai delle malattie che in teoria non dovrebbero più circolare; si dice che i vaccini non hanno effetti collaterali importanti, quando dalla risposta di un’interrogazione fatta in Senato sappiamo che al 31 dicembre del 2015 in Italia c’erano 609 danneggiati gravi da vaccino, 22 morti e 8.000 casi ancora da valutare; si dice che la comunità scientifica è concorde nel sostenere che i vaccini siano assolutamente sicuri quando ci sono sempre più ricerche eseguite da medici accreditatissimi che dimostrano come in realtà molte malattie invalidanti siano correlate all’introduzione nel corpo degli adiuvanti contenuti nei vaccini”.

“Le domande che si pongono coloro che sono scettici sulla politica vaccinale che sta adottando il nostro Governo sono tante – continua il Gruppo -. Le risposte non arrivano. Si preferisce additare tutti costoro come “antivax” senza entrare nel merito delle loro ragioni e senza chiedersi cosa significa, come uomini e donne, perdere la libertà di decidere cosa fare del proprio corpo e di quello dei propri figli. Il fatto che non sia la salute dei più piccoli ciò che sta a cuore dei nostri politici si palesa in tutta la sua evidenza se si pensa che ai ragazzi dai 6 ai 16 anni che non siano vaccinati per le 12 malattie non verrà impedito l’ingresso a scuola, ma le famiglie saranno multate con una cifra che va dai 500 ai 7.500 euro ogni anno, andando ad arricchire le casse dello Stato e consentendo l’obiezione solamente alle famiglie più abbienti. Fortunatamente questa situazione sta generando indignazione in un numero sempre maggiore di persone, che si sentono minacciate dall’atteggiamento arrogante e presuntuoso con cui il Governo sta conducendo questa campagna di cui non si riescono a scorgere le reali motivazioni”.

Potrebbe interessarti: http://www.forlitoday.it/cronaca/vaccini-obbligatori-protesta-gruppo-genitori-uniti-romagna-24-maggio-2017.html

Lascia un commento

Inserisci un commento
Inserisci il tuo nome