La personalità di De Rossi, i colpi di El Shaarawy e la rabbia di Nainggolan. La Roma miscela il tutto e piazza così il colpo dell’anno, battendo la Juve, respingendo l’assalto del Napoli al secondo posto e mettendosi in tasca un bel pezzo di Champions diretta. Per la Juve, invece, festa scudetto rimandata a domenica prossima in casa con il Crotone, anche se prima c’è una finale di Coppia Italia (contro la Lazio) da giocare mercoledì prossimo, sempre all’Olimpico di Roma. A fare la differenza, alla fine, sono state soprattutto le motivazioni e la voglia giallorossa di ribaltare una partita che sembrava aver preso una brutta china.

BOTTA E RISPOSTA — Nainggolan e Perotti alla fine ce la fanno e Spalletti li manda in campo entrambi, Allegri invece opta per un 4-3-3 e decide di rinunciare (in vista della finale di Coppa di Italia di mercoledì prossimo) anche a Dybala, oltre che a Barzagli, Marchisio, Chiellini, Dani Alves e Alex Sandro. Per la Roma c’è l’obbligo di vincere per rispondere alla vittoria del Napoli in chiave Champions, alla Juve basta un punto per festeggiare il sesto storico tricolore. I primi 5 minuti sono di grande furore agonistico da parte giallorossa, con Perotti a fare il regista a tutto campo e quel 4-2-3-1 che si trasforma spesso in 4-2-4. Poi, però, strada facendo la Juventus prende il possesso della partita e sfiora subito il gol (7′) con Asamoah, il cui sinistro da fuori si stampa sul palo alla destra di Szczesny. Mandzukic e Cuadrado raddoppiano sempre le fasce in fase difensiva, Sturaro corre dappertutto e Higuain appena può cerca la porta, anche se con risultati approssimativi. Così al 21′ i bianconeri passano: lancio millimetrico di Sturaro per Higuain, Fazio si addormenta e l’argentino al volo serve il più comodo degli assist a Lemina per l’1-0. Sembra l’inizio dei festeggiamenti ed invece neanche 4 minuti dopo la Roma rimette le cose a posto con De Rossi, bravo a ribattere in rete una doppia parata di Buffon, prima sul Manolas e poi sullo stesso De Rossi. Allora l’Olimpico si riaccende e prova a trascinare la Roma, anche se gli spazi per fare gioco sono ridotti al lumicino. Paredes ci prova da fuori, Salah ha un’occasione buona su invenzione di Nainggolan, ma la spreca debolmente di testa. La mancanza di Dzeko si sente, il riferimento offensivo è sempre labile tra i giallorossi.

COLPO CHAMPIONS — La ripresa si apre con i gialli a Fazio e De Rossi per gioco scorretto e qualche ruvidezza di troppo sparsa qua e là. Poi, però, all’11’ la Roma ribalta tutto con El Shaarawy, il cui destro a giro inganna Buffon in virtù della deviazione di Bonucci. Adesso è tutt’altra partita, con la Juve che non riesce a riorganizzarsi e la Roma che trova fiducia, coraggio e gestione della palla. Allegri butta dentro Dani Alves, ma è proprio il brasiliano a sbagliare il fuorigioco sulla bella combinazione volante Nainggolan-Salah-Nainggolan che porta al 3-1 giallorosso, con il Ninja che brucia Buffon sul suo palo e scarica tutta la rabbia nella sua esultanza. Allora è anche il turno di Dybala, ma nella Juve oramai sono saltati un po’ tutti i riferimenti e trovare ordine e geometrie è difficilissimo. Anche perché la Roma nel frattempo ha trovato maggiore compattezza, con le linee molto strette tra di loro. Dybala ci prova invano in tuffo di testa, Mandzukic prende un colpo alla schiena e resta in campo solo perché Allegri non ha più cambi, Bonucci al 41′ di testa sfiora il gol che poteva riaprire la partita. Prima della fine c’è ancora tempo per una bella parata di Szczesny su Higuain, poi niente più. Se non la grande festa giallorossa e la consapevolezza per la squadra di Spalletti di aver fatto qualcosa di eccezionale.

Fonte: http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/14-05-2017/roma-juventus-3-1-gol-lemina-de-rossi-el-shaarawy-nainggolan-200299680991.shtml

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