Cos’è scattato con la curiosa operazione Carter Wilkerson-Wendy’s?
Oltre che come il cinguettio più retwittato di sempre il post pubblicato lo scorso 6 aprile dal 16enne di Reno, Nevada, e giunto a oggi a oltre 3,5 milioni di rilanci passerà alla storia anche come una delle più clamorose operazioni di marketing dal basso a costo zero. Che alla fine ha portato solo vantaggi a Twitter e soprattutto alla catena statunitense di fast food che conta oltre 6.700 punti vendita in tutto il mondo. Dunque un autentico colosso della ristorazione.

Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, la faccenda è presto detta. All’inizio di aprile Wilkerson, studente delle scuole superiori, lancia un simpatico tweet di sfida all’account ufficiale di Wendy’s: “Quanti retweet servono per aggiudicarsi un anno di crocchette di pollo gratuite?”. Niente più che uno scherzo a cui però i social media manager della catena hanno risposto, cogliendo la palla al balzo e senza poter davvero immaginare cosa avrebbero scatenato.

Sparando altissimo: “18 milioni”. Strepitosa la replica del giovanotto: “Consideratelo fatto”. E l’immediato tweet con allegato lo screenshot dello scambio, utile a spiegare agli utenti le ragioni dell’appello: “Help me please. A man needs his nuggs”.

Da quel momento, pare anche col sostegno del Ceo della piattaforma Jack Dorsey, è scattata la scalata al record. Che, questa la notizia, ha appunto scalzato dal vertice dei contenuti più condivisi nella storia dell’uccellino anche il celeberrimo superselfie scattato da Ellen DeGeneresagli Oscar 2014, fermo sopra i 3,4 milioni di retweet. Quello, per intenderci, con Bradley Cooper, Brad Pitt, Angelina Jolie, Jennifer Lawrence, Julia Roberts, Meryl Streep e molte altre star del cinema. Come dire, una potenza di fuoco assolutamente non paragonabile in termini di fanbase, seguito internazionale, attenzione mediatica. Il nulla contro lo star system.

Proprio per questo il caso Wendy’s ha un sapore ben più interessante del solito. E non può essere liquidato come l’ennesimo buco nero di una generazione di imbecilli. Si tratta invece di una di quelle occasioni in cui, certo sotto le spoglie di una boutade ai limiti dell’idiozia, si percepisce davvero il fremito della potenza dei social network. La conosciamo, non è il primo caso virale ai limiti del surreale – chi si ricorda l’insalata di patate da record su Kickstarter? – e in fondo, da YouTube a Instagram, è tutto un mercimonio di viralità assortite, è vero.

D’altronde nel tweet di Wilkerson c’erano tutti gli ingredienti giusti perché il caso decollasse: l’ironia, una spruzzata di gioviale spacconeria a stelle e strisce, il tema della gratuità, il cibo, una catena arcinota che non poteva permettersi di sbagliare mossa, un evidente sostegno di Twitter che dopo i primi momenti ha colto la palla al balzo (e chissà che non abbia pompato l’hashtag #nuggsforcarter). Infine l’elemento della sfida, grande evergreen di ogni genere di viralità spesso in grado di innescare inaspettati meccanismi di supporto. Perfino per le pepite di pollo fritto che tuttavia sono passate in secondo piano: lì il copione diceva Davide contro Golia sul ring del passerotto celeste.

La conclusione non poteva dunque che essere quella delle favole. Oltre a regalare una serie di gift card al protagonista dell’inconsapevole campagna (per lui un gustoso anno di chicken nugget gratuite) Wendy’s ha infatti colto l’occasione per cavalcare l’inaspettata visibilità del caso. Non solo ha sfruttato la questione tornando sul tema con un tweet a sua volta enormemente rilanciato con tanto di foto dell’adolescente in posa con le sue card gratuite. Ha infatti deciso di donare 100mila dollari in beneficenza alla Dave Thomas Foundation for Adoption, un’organizzazione no profit che si occupa di affido famigliare e adozioni. Ci pare il minimo, per una campagna che se acquistata sul mercato sarebbe costata milioni di dollari.

Fonte: https://www.wired.it/attualita/media/2017/05/10/twitter-record-le-pepite-pollo-scalzano-superselfie-degli-oscar/

Lascia un commento

Inserisci un commento
Inserisci il tuo nome