Il sistema bancario italiano si sta lasciando la crisi alle spalle. È la rassicurazione che Pier Carlo Padoan ha voluto dare a Steven Mnuchin, segretario al Tesoro Usa, incontrato a Bari in uno dei quattro bilaterali di benvenuto al G7 Finanze a cui ha partecipato il ministro dell’Economia italiano dopo una passeggiata in visita alla città pugliese scelta, come ha ribadito insieme al governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, per mostrare al mondo le eccellenze del Sud Italia (gli altri 3 bilaterali sono stati con il commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici, il presidente della World Bank Jim Yong Kim, e il ministro delle Finanze canadese William Morneau a cui ha passato il testimone della presidenza del G7). Non è la prima volta che Padoan incontra l’uomo del Tesoro dell’amministrazione Trump: lo aveva già fatto a Baden Baden nello scorso mese di marzo in occasione del G20.

Ma quello fu solo un primo incontro di conoscenza. Questo di Bari, dinanzi al mare su cui si affaccia l’Hotel delle Nazioni, è stato più approfondito. Se con Moscovici Padoan si è limitato a fare il punto sulle stime di primavera della Commissione e sul lavoro da avviare in vista della manovra per il 2018, con Mnuchin ha voluto sgombrare ogni dubbio su possibili crisi bancarie italiane. Soprattutto quei dubbi paventati nello scorso mese di dicembre dal Financial Times su 8 banche italiane a rischio fallimento nel caso di vittoria del No al referendum. Il No ha vinto, ma fallimenti non ci sono stati né sono all’orizzonte. Padoan, secondo quanto riferiscono fonti della presidenza italiana del G7, ha rassicurato il segretario al Tesoro americano sullo stato di salute del sistema bancario italiano, che è migliore di quanto appaia all’opinione pubblica internazionale. Non solo perché la crisi bancaria italiana ha avuto come effetti concreti solo 4 risoluzioni, con le good bank derivanti che hanno trovato casa in nuovi gruppi; o perché grandi gruppi come Unicredit hanno portato a compimento con successo aumenti di capitale importanti (13 miliardi per l’istituto di Piazza Gae Aulenti). Ma anche perché lo stock dei crediti in sofferenza, aumentato negli anni della crisi – ha assicurato Padoan – tornerà in tempi brevi a livelli più vicini a quelli fisiologici.

La questione bancaria e degli Npl è stata sollevata da Mnuchin, spiegano le fonti della presidenza del G7, e Padoan ha colto l’occasione per riportare il problema alla sua dimensione reale e correggere quella che, secondo l’Italia, è una percezione distorta. Il ministro ha ricordato che Roma ha preso diversi provvedimenti per affrontare lo stock dei crediti deteriorati (Npl) mentre i casi di singoli istituti che hanno sollevato attenzione e allarme sono stati gestiti e l’intero sistema si va normalizzando. In più, ricordano le stesse fonti, l’Italia è ormai al quarto anno in cui il Pil registra tassi di crescita positivi, con la domanda interna in risalita e l’export che contribuisce in positivo: così anche la tendenza sui crediti deteriorati sta cambiando. Il bilaterale Padoan-Mnuchin non si è limitato solo al sistema bancario: i due titolari dell’Economia di Italia e Usa hanno parlato anche dei progressi internazionali sulla cybersecurity (con la garanzia da parte italiana di un rafforzamento, già annunciato dal premier Paolo Gentiloni a Donald Trump, delle spese per la difesa) e dei reciproci piani sulle tasse. Nessun accenno al nodo delle aziende digitali e delle ipotesi di web tax, che invece sarà al centro del G7 Finanze che entrerà nel vivo il 12 maggio, dopo la cerimonia inaugurale al teatro Petruzzelli nella serata dell’11. I nodi del commercio internazionale – dazi sì, dazi no- saranno invece argomento dei capi di Stato al vertice di Taormina. E lì, il protagonista, sarà Trump.

Fonte: http://www.corriere.it/economia/17_maggio_11/banche-padoan-rassicura-usa-italia-fuori-crisi-sistema-2ba01d66-368c-11e7-94ce-afebf1f6f61a.shtml

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