Niente impresa per i Colchoneros: a Cardiff, in finale di Champions con la Juve, ci andrà il Real Madrid. Contro i “galacticos”, forti del 3-0 ottenuto la scorsa settimana al Bernabeu, non sono bastate la proverbiale “garra” rojiblanca né l’incredibile spinta del Calderon, a cui la banda del Cholo dice addio (dall’anno prossimo giocherà nel nuovo “Wanda Metropolitano”) incassando la quarta delusione consecutiva per mano dei blancos dopo l’eliminazione ai quarti nel 2015 e le due finali perse nel 2014 e 2016. L’Atletico ha sognato per quasi un tempo sulla scia di un micidiale uno-due di Saul e Griezmann (su rigore) nei primi 16’. Poi il gol di Isco ispirato da una magica giocata di Benzema ha spalancato ai Blancos la strada per Cardiff. Nonostante il k.o., è festa in casa Real per la seconda finale consecutiva di Champions e per aver eguagliato il record del Bayern Monaco dopo aver segnato per 61 partite di fila. Zidane può già pensare alla sfida contro la Juventus, mentre il popolo madridista continua a cullare il sogno dello storico bis europeo e dell’accoppiata Liga-Champions che manca da 60 anni.

FURIA COLCHONERA — Il popolo rojiblanco ci ha messo tutta la passione e il calore invocati alla vigilia dal Cholo e dai suoi guerrieri. Si è fatta sentire forte la spinta dei 55 mila presenti al Calderon, trasformato in una bolgia ben prima del calcio d’inizio con tanto di striscioni provocatori nei confronti dei rivali in risposta alla piccante coreografia dell’andata. Il risultato è stato un Atletico a dir poco furioso sin dalle prime battute, con il recuperato Gimenez a destra, Torres a far coppia con Griezmann e Carrasco a spingere sulla sinistra. I blancos hanno provato ad alleggerire la pressione con un rapido gira palla, ma dopo una mezza prodezza di Navas su Koke (5’) si sono ritrovati sotto 12’ sugli sviluppi di un calcio d’angolo sfruttato da Saul, bravo a prendere il tempo a Ronaldo e bucare Navas sul primo palo. I Colchoneros hanno ulteriormente aumentato i giri prendendo d’assalto le corsie laterali e, dopo altri 4’, hanno nuovamente sfondato complice una leggerezza di Varane, che ha steso Torres in area: rigore di Griezmann e raddoppio, nonostante uno scivolone del francese e il doppio tocco (irregolare) sul tiro dagli undici metri.

BENZEMA — I Colchoneros hanno quindi deciso di abbassare il ritmo e gestire l’abbondante ora restante per completare la “remontada”. Nel frattempo, l’arbitro Cakir ha dovuto distribuire cartellini gialli (ben cinque nel primo tempo) per tenere a bada un clima reso incandescente dopo la mezz’ora da qualche colpo proibito di troppo (vedi Casemiro con un’entrataccia su Griezmann e Godin con una spallata al volto di Ronaldo, entrambi impuniti). I blancos hanno iniziato a respirare dopo l’apnea iniziale, ma nei primi 40’ si è affacciato dalle parti di Oblak solo con un colpo di testa di Casemiro (7’) e un velleitario destro di Isco (38’), salvo trovare al 42’ il gol ammazza-Atletico grazie a una strepitosa invenzione di Benzema: dribbling a tre avversari lungo la linea di fondo, scarico per il destro di Kroos respinto da Oblak e decisivo tap-in da due passi di Isco.

BANDIERA BIANCA — Un’autentica mazzata per l’Atletico, che al rientro in campo non ha trovato la forza di replicare il vertiginoso avvio di partita. Le ultime, disperate carte di un Simeone rabbuiato in panchina sono state gli inserimenti di Gameiro e Thomas per Torres e Gimenez, prima, e di Correa negli ultimi 20’. Tutto inutile, perché il Real non ha più concesso spazi e perché Navas si è superato per ben tre volte tra il 66’ e il 70’ con un doppio intervento prodigioso su Carrasco e Gameiro e una bella parata su Griezmann. A sottolineare la delusione rojiblanca, nei minuti finali, ci si è messa pure una pioggia battente che non ha tuttavia spento il tifo del Calderon, ancora una volta (l’ultima) arresosi con orgoglio.

Fonte: http://www.gazzetta.it/Calcio/Champions-League/10-05-2017/champions-real-madrid-atletico-200208147738.shtml

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