Secondo il “Word Report on Violence and Health” dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la violenza domestica è un fenomeno molto diffuso che riguarda ogni forma di abuso psicologico, fisico e sessuale esercitata per controllare emotivamente una persona che fa parte del nucleo familiare. Trattiamo questo delicato argomento con la dott.ssa Elisa Caponetti, psicologa dell’età evolutiva e giuridica, psicoterapeuta di coppia e familiare (offre consulenza in caso di separazione, divorzi e affidamento), Consulente Tecnico del Tribunale, Coordinatrice Gruppo di Lavoro Forense Ordine Psicologici del Lazio.

Dott.ssa Caponetti, cosa si intende per violenza domestica?

“La violenza domestica indica un fenomeno complesso che comprende una moltitudine di azioni delittuose che vengono perpetrate all’interno di un contesto familiare, quali abusi sessuali, aggressione fisica, minacce di aggressione, intimidazione, stalking e violenza psicologica. Può essere agita anche attraverso il controllo economico, utilizzato come affermazione di potere sull’altro. Comprende tutti quegli atti violenti agiti tra partner, dove c’è un aggressore ed una vittima. Non va confusa con la conflittualità che spesso può essere presente all’interno di una relazione di coppia. Va, infatti, distinto il maltrattamento dal conflitto. La violenza può essere o l’espressione di una relazione conflittuale, ma in questo caso è agita da entrambi i partner, o da un unico soggetto maltrattante, ai danni dell’altro”.

Cosa fare in caso di violenza?

“Essere consapevoli che si tratta di un fenomeno molto variegato, spesso difficile da riconoscere nelle sue forme più subdole e apparentemente meno visibili. Ancora oggi, non tutti hanno la forza di denunciare. Non soltanto per vergogna, prostrazione psicologica e paura, ma anche perché a volte la vittima non ha piena consapevolezza di quanto accade o pensa di essere responsabile nell’attivare certi agiti giustificando così il proprio carnefice. Possono entrare in gioco sensi di colpa. Uscire dalla spirale di violenza è possibile ma, per le numerose dinamiche in gioco, è estremamente difficile. Bisogna rompere il silenzio e rivolgersi a professionisti specializzati. Non vanno sottovalutate le situazioni di crisi e conflitto di coppia e i fenomeni di falsi abusi e violenze. Sempre più spesso, ultimamente, si assiste a denunce penali agite nei confronti del partner o dei figli minori che si attivano con la richiesta di una separazione. È quindi estremamente importante farsi aiutare ad evitare che una normale conflittualità, degeneri in un contrasto insanabile e negli eccessi sanguinosi di cui purtroppo sono piene le cronache nere contemporanee”.

Per maggiori info (elisa.caponetti@hotmail.it)

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