Dopo l’Italia, altri 28 anni di studio e insegnamento in famose Università degli Stati Uniti come Tufts, Harvard, UConn, University of Maryland e altre. Attivo in molte Organizzazioni Professionali il Prof. Lino Calvani viaggia spesso.
D- Professore fino a ieri lei è stato il Direttore Internazionale dell’ACP, American College of Prosthodontists, la più grande Organizzazione al mondo di Medicina Odontoiatrica Protesica e Ricostruttiva, oggi le chiedono di concorrere per la Vice-Presidenza, primo non-americano da sempre.
R- Significa responsabilità di tanti doveri importanti, e l’onore di un privilegio.
D- Che cosa vuol dire Prosthodontist?
R- Protesista; una Specializzazione che, purtroppo come molte altre in Italia ancora non esistono. Creata nel 1947, da allora attrae in 52 Università Odontoiatriche USA tantissimi studenti internazionali, che dopo 3 anni di studi avanzati post-lauream diventano ottimi professionisti nel ricostruire e migliorare la masticazione, l’estetica e il sorriso. E’ una Professione impegnativa, supertecnologica e completa, al servizio di chi ha bisogno. Dopo 70 anni, sarebbe giusto averla anche qui.
D- Esistono differenze tra l’Europa/Italia e il resto del mondo sul concetto di Scienza e Progresso?
R- Non in termini di qualità, sicuramente di quantità, perché servono volontà e soldi che qualcuno investe, altri meno. Progresso e Futuro sono due parole strettamente legate, Walt Disney amava dire: “… se lo puoi immaginare, lo puoi fare!”. Da circa mezzo secolo la Fisica e la Scienza, supportate da supercomputer e tecnologie straordinarie, spiegano in un crescendo magnifico la realtà della natura e del cosmo. Mestieri, Arti, Professioni, Filosofia e Religioni, subiscono l’immensa pressione di evidenze certe, convincenti e innegabili, che non danno spazio a chi si oppone. Nascono professioni, altre cambiano o scompaiono.
D- Come Direttore Internazionale dell’ACP lei ha molte conoscenze internazionali nel campo della Ricerca Medica. Cosa si dice?
R- In Ricerca esistono ovunque punte di diamante che pensano cose straordinarie. Legata all’economia e alla bravura, in Italia è quasi ferma da anni per finanziamenti ridicoli e per una “Meritocrazia” dal significato molto relativo. Risultato: tanti ottimi cervelli Italiani emigrano, altri soffrono senza soluzione.
Altrove, il Prof. Parviz della Washington University sta lavorando su lenti a contatto munite di microvisori LCD e nanochip miniaturizzati collegabili a Internet, con funzioni mediche inimmaginabili. Esse si attivano e si cambia visione battendo le palpebre, e immagini nitide appaiono di fronte agli occhi a una distanza percepita di trenta centimetri. Nei diabetici monitoreranno la glicemia mostrando i valori. Collegate a nano-sensori nel sangue o sottocute controlleranno in tempo reale la salute, inclusa l’insorgenza di possibili tumori. Ciò perché i chip si avviano a dimensioni di livello quantico, atomico, ma lì, si sa bene, ci si ferma. Dell’ordine dei 10 nanometri, 8000 volte più piccoli di un capello, stanno per essere usati ovunque, anche in ambienti cellulari viventi.
Strumenti lunghi metri ora si riducono a centimetri, ad esempio alcuni modelli di Risonanza Magnetica grandi come un palmare da passare sul corpo, come nel film StarTrek.
Si costruiscono Singolarità, Super-Intelligenze Artificiali ben oltre le possibilità umane. Darmendra Modha, del Laurence Livermore National Laboratory, California, lavora su Sequoia, un computer “Neuromorfico” potentissimo, copia del cervello. Egli sa bene che l’intelligenza non è mero calcolo computazionale, piuttosto la scintilla di un’anima che ha reso unico l’Uomo, e che ce ne vorrà per ricrearlo!
Fantascienza? No, solo bellissima Scienza in evoluzione! Si lavorerà e vivrà sempre meglio e più a lungo, se si usa per scopi giusti.

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