Mancherà a tutti, Pierluigi Bersani in primis che da qui in avanti a DiMartedì andrà ospite un po’ malvolentieri. Indimenticabili quei duetti con Maurizio Crozza: ma Crozza se n’è andato (a Discovery, partenza a marzo sul canale 9 in chiaro con show personale) e soli ha lasciato Floris e compagnia. Nella prima puntata del 2017 lo ha sostituito Maurizio Lastrico, comico di Zelig e finora piuttosto inedito alla satira politica – e si è visto, il ragazzo è bravo e diverte soprattutto quando è impegnato a taroccare terzine dantesche su temi di costume e attualità.

Ci sarà un giro di altri artisti, si cercherà di estrarre qualche imprevisto coniglio dal cilindro della comicità italiana (aridissimo ormai, asciugato totalmente dalle performances collettive quotidiane sul web): ma insomma, è finita un’epoca. Nella quale il punto di Crozza a casa Floris era il momento top, lo stato dell’arte, il check autentico di quanto la politica, in quel momento, a cadenza settimanale, riuscisse a far ridere. Ma tanto: e spesso e volentieri, grazie alla maturità raggiunta dal comico genovese e da una squadra di autori senza rivali. Il resto lo facevano il piglio polemico che negli ultimi anni ha rappresentato la punta di lancia anti-renziana in Italia (adattandosi quindi assai all’intero programma di Floris) e appunto, ogni tanto, ospiti alla Bersani che non solo stavano al gioco ma lo costruivano quasi insieme a Crozza medesimo.

Valorizzato, vezzeggiato negli anni (ha seguito Floris anche nel periglioso passaggio da Raitre a La7) messo in vetrina più che si poteva: il martedì sera è spesso serata di grandi match di calcio, Crozza usciva sempre con il suo numero in concomitanza con l’intervallo delle gare e sembrava quasi una cadenza perfetta per tutti i telespettatori (“Guardiamo la Juve in Champions e nell’intervallo giriamo su La7 ché c’è Crozza”). Come vada a finire dopo una mossa che appare temeraria – il passaggio al quasi oscuro Canale 9, per quanto appartenente a un gruppo ad altissimo budget che può permettersi parecchio, appunto, compreso Crozza – sarà cosa dei prossimi mesi.

Ma Floris salutando l’ex e augurandogli ogni bene per la nuova avventura aveva davvero l’aria un po’ abbacchiata. Per il pubblico è stato lo stesso – gli ascolti, pare, si dice, ne hanno risentito e la puntata si è fermata a poco più del 5 per cento – ma la sensazione è quella di vuoto per mancanza di un appuntamento che ognuno considerava ormai classico e scolpito nelle abitudini da telespettatore. Magari tra un po’ passa a tutti quanti – tutto passa – ma è uno di quegli snodi che forse bisognerebbe tutti quanti impedire in qualche modo. Forse.

Source: http://www.repubblica.it/spettacoli/tv-radio/2017/01/11/news/con_l_addio_di_crozza_a_la7_c_e_un_vuoto_in_tv-155822949/

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