Il 10 gennaio del 2016, esattamente un anno fa, si spegneva la leggenda del pop-rock, David Bowie. Due giorni prima, l’8, il cantante aveva compiuto 69 anni e pubblicato il suo ultimo lavoro in studio “Blackstar”. In occasione di questo triste anniversario, tantissime le commemorazioni in tutto il mondo, tra concerti e documentari televisivi in memoria del grande artista.

Un concerto in suo onore, “Celebrating David Bowie”, si è già tenuto a Londra, all’O2 Academy di Brixton, nella zona sud della città, perché si tratta del luogo di nascita del cantante. Sul palco diversi amici ed ex membri della band di Bowie, compresi il pianista Mike Garson e il chitarrista Earl Slick. E altri ne sono previsti in giro per il mondo, in diversi angoli del globo con cui l’artista ha avuto legami speciali: oltre a Londra, anche New York, Los Angeles, Sidney e Tokyo. Eventi ai quali è prevista la partecipazione di decine di musicisti, molti dei quali erano suoi collaboratori abituali.

E un’iniziativa c’è già stata anche in Italia: il 7 e l’8 gennaio, nel giorno in cui Bowie avrebbe dovuto festeggiare il suo settantesimo compleanno, a Roma si è tenuta presso la galleria SpazioCima una mostra dedicata al ‘Duca Bianco’ con una selezione delle opere di pittori, illustratori e fumettisti emergenti e già affermati.

La Bbc intanto ha mandato in onda giorno 7 gennaio un documentario dal titolo ‘David Bowie: The Last Five Years’ e ha annunciato che nel corso del 2017 intende trasmettere su tutti i suoi canali una serie di programmi in memoria dell’artista. Nel documentario trasmesso molti i nuovi dettagli emersi: per esempio che il cantante aveva saputo della sua morte imminente già a ottobre, cioè quando registrava il video del suo ultimo singolo ‘Lazarus’, solo tre mesi prima di morire appunto. La pellicola, diretta da Francis Whately che era già stato alla guida di ‘David Bowie: Five Years’ nel 2013, includeva una registrazione inedita di ‘Lazarus’. Il film, incentrato sugli ultimi album ‘The Next Day’ e ‘Blackstar’, segue l’idea che nonostante la continua reinvenzione da parte di Bowie, la sua opera presenti dei temi ricorrenti, come la fama, adeguamento e mortalità.

Nessuno come Bowie ha coniugato con tanta spontaneità un talento travolgente e un innegabile magnetismo commerciale con grandi doti trasgressive. Negli anni ’70 la profondità del suo lavoro, la sua voce e l’originalità che coinvolgeva tutti i suoi progetti lo trasformarono in uno dei maestri del glam rock. Padre di lavori tanto elogiati come ‘Heroes’ del 1977 e ‘Lodger’ del 1979 o ‘Scary Monsters’ del 1980, il cantante di Brixton a Londra, stabilitosi per anni a New York, arrivò all’apice di questa industria nel 1972 con l’album ‘The Rise and Fall of Ziggy Stardust and The Spider From Mars’. Nel 2006 Bowie, che ha venduto circa 136 milioni di dischi in tutto il mondo, ha annunciato che si sarebbe preso un anno sabbatico, scatenando ogni tipo di rumors sul suo stato di salute. Dopo 10 anni di assenza tornò nel 2013 con ‘The next day’ e concluse appunto la sua produzione musicale con ‘Blackstar’, che guarda caso, è stato il vinile più venduto del 2016.

Source: http://www.tgcom24.mediaset.it/spettacolo/david-bowie-un-anno-fa-moriva-la-leggenda-del-pop-rock_3050370-201702a.shtml

Lascia un commento

Inserisci un commento
Inserisci il tuo nome