Alle 10,44 di domenica 4 settembre 2016, Papa Francesco pronuncia in latino la formula di rito: Gonxha Agnes Bojaxhiu, la suora macedone – albanese conosciuta da tutto il mondo come Madre Teresa di Calcutta, è santa «affinché il mondo intero possa contemplarla». Perché ««seppe farsi prossimo a chiunque incontrava», come commenta il cardinale Angelo Amato, il prefetto della Congregazione per le cause dei santi, che ha letto la petizione all’inizio della celebrazione. E dalla piazza gremita di oltre 120 mila fedeli, che arrivano da ogni parte della Terra, dalle suore in sari bianco e azzurro delle Missionarie della carità, l’Ordine da lei fondato in India, parte un lunghissimo applauso commosso.

«Lei, contro le ingiustizie dei potenti»

Ha detto Papa Francesco nella sua omelia: «Madre Teresa di Calcutta ha fatto sentire la sua voce ai potenti della terra, mettendoli davanti alle loro colpe, ai crimini della povertà creata da loro stessi. In tutta la sua esistenza – ha ricordato – è stata generosa dispensatrice della misericordia divina, rendendosi a tutti disponibile attraverso l’accoglienza e la difesa della vita umana, quella non nata e quella abbandonata e scartata. Si è impegnata in difesa della vita proclamando incessantemente che “chi non è ancora nato è il più debole, il più piccolo, il più misero”. Si è chinata sulle persone sfinite, lasciate morire ai margini delle strade, riconoscendo la dignità che Dio aveva loro dato». Perchè, ha aggiunto il Santo Padre: «Non esiste alternativa alla carità: quanti si pongono al servizio dei fratelli, benché non lo sappiano, sono coloro che amano Dio». Chiudendo la celebrazione solenne, Papa Francesco ha invitato i fedeli di piazza San Pietro a pregare per Suor Isabel, «la suora missionaria spagnola che è stata uccisa due giorni fa nella capitale di Haiti, un Paese tanto provato, per cui auspico che cessino tali atti di violenza e vi sia maggiore sicurezza per tutti»

«Modello di santità per i volontari»

Il Papa ha aggiunto, scandendo ogni parola: «Oggi consegno questa emblematica figura di donna e di consacrata a tutto il mondo del volontariato: lei sia il vostro modello di santità. come ha fatto, lei, i volontari che servono gli ultimi e i bisognosi per amore di Gesù non si aspettano alcun ringraziamento e nessuna gratifica, ma rinunciano a tutto questo perché hanno scoperto il vero amore. Come il Signore mi è venuto incontro e si è chinato su di me nel momento del bisogno, così anch’io vado incontro a Lui e mi chino su quanti hanno perso la fede o vivono come se Dio non esistesse, sui giovani senza valori e ideali, sulle famiglie in crisi, sugli ammalati e i carcerati, sui profughi e immigrati, sui deboli e indifesi nel corpo e nello spirito, sui minori abbandonati a sé stessi, così come sugli anziani lasciati soli. Dovunque ci sia una mano tesa che chiede aiuto per rimettersi in piedi, lì deve esserci la nostra presenza e la presenza della Chiesa, con amore gratuito, libero da ogni ideologia e da ogni vincolo e riversato verso tutti senza distinzione di lingua, cultura, razza o religione, che porta la speranza all’umanità sfiduciata». E ancora: «Penso che forse avremo un po’ di difficoltà nel chiamarla santa Teresa, la sua santità è tanto vicina a noi, tanto tenera e feconda che spontaneamente continueremo a dirle “madre Teresa”».

Gli ultimi davanti all’altare

In prima fila c’erano i poveri, come deciso personalmente Papa Francesco: a 1500 fra gli ultimi, assistiti dalle Missionarie della Carità in tutta Italia, sono andati i posti migliori, quelli davanti all’altare. Subito dopo a questi «ospiti d’onore» è stato offerto nell’atrio dell’aula Paolo VI un pranzo a base di pizza napoletana e sfogliatelle, servita da oltre 250 suore della neosanta, 50 fratelli della Congregazione maschile e altri volontari, e preparata da una pizzeria napoletana con il proprio staff di quasi 20 persone e con un’attrezzatura mobile con 3 forni. Erano invece 2.200 i concelebranti: col Papa c’erano 70 cardinali, 400 vescovi e oltre 1700 sacerdoti.

La fila per la piazza dalle 6: «Niente disagi»

In piazza fin da prima dell’alba c’erano già oltre centomila fedeli, quelli che avevano ritirato i biglietti distribuiti gratuitamente nei giorni scorsi dalla Prefettura della casa Pontificia. Alla fine hanno riempito anche piazza Pio XII e via di Porta Sant’Anna che collega piazza San Pietro a piazza Risorgimento. Ma secondo la questura, «grazie all’anticipo dell’apertura dei varchi alle 6, pianificato con l’ordinanza di servizio del questore Nicolò D’Angelo, i fedeli sono potuti entrare senza disagi». Festoso e tranquillo anche il giro del Papa sulla piazza con la Papamobile, dopo la cerimonia, fra applausi e cori entusiasti dei fedeli.

Evento mediatico

Il seguito mediatico della cerimonia è stato quello dei grandi eventi vaticani: 600 giornalisti accreditati, di cui 125 corrispondenti per siti web, 120 tv collegate, la diretta anche su tutte le piattaforme ufficiali di CTV, Radio vaticana, Tv2000 e Youtube. Radio Vaticana ne ha prevista una anche in albanese. Tanti i «potenti» presenti alla celebrazione: i presidenti di Albania (Bujar Nishani), e Macedonia (Gjorgje Ivanov), quello del Kosovo (Hashim Thaci), e la Regina emerita di Spagna Sofia (amica personale della nuova santa) hanno partecipato alla canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta. Al massimo livello anche la delegazione della Repubblica di San Marino per la quale c’erano i due capitani reggenti (Gian Nicola Berti e Massimo Andrea Ugolini) e le agenzie dell’Onu, con la Fao rappresentata dal suo direttore generale Jose Graziano da Silva, e il P.A.M. per il quale c’era Ertharin Cousin, direttore esecutivo. L’India ha inviato il ministro degli esteri, l’Italia il ministro della Semplificazione Marianna Madia. Era presente anche l’ex presidente albanese Sali Berisba e l’ex sindaco di Roma Francesco Rutelli. Da Panama è arrivata infine la moglie del presidente Lorena Castillo De Varela.

Il reliquiario

Il reliquiario che contiene la reliquia di Madre Teresa è a forma di croce, «perché è dal patibolo della Croce che il Cristo ha fatto udire la sua voce a Madre Teresa con le tremende parole: “Ho sete”». Lo afferma una nota dela Sala Stampa della Santa Sede sottolineando che per la nuova santa «ogni lebbroso, ogni ammalato, ogni persona abbandonata era come se ripetesse le sublimi parole pronunciate da Cristo perché essendo un solo corpo: “Se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui”».

Source: http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/16_settembre_04/centomila-s-pietro-madre-teresa-santa-1500-poveri-prima-fila-5cb2fcec-7275-11e6-9754-0294518832f8.shtml

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