I rossoneri si trovano a quota 48 punti e sono ormai distanti 11 punti dal terzo posto occupato dalla Roma. I rossoneri ora si dovranno guardare le spalle dalal coppia formata da Sassuolo e Lazio che spingono per conquistare la sesta piazza.

MILANO- Sono bastate due giornate di campionato per stravolgere, in negativo, la stagione del Milan. I rossoneri dopo essere stati sconfitti dal Sassuolo di Di Francesco, non sono riusciti ad andare oltre lo 0-0 contro l’ottimo Chievo Verona di Rolando Maran. Ora il terzo posto dista la bellezza di 11 punti e realisticamente sembra impossibile che i rossoneri possano recuperare così tanti punti alla Roma, anche perché Fiorentina ed Inter sono appaiate a quota 54 punti e sembrano più attrezzate rispetto alla squadra di Mihajlovic per impensierire i giallorossi. Inoltre, il Milan si dovrà guardare le spalle visto che Sassuolo e Lazio puntano il sesto posto.

CALENDARIO IN SALITA- Nel prossimo turno il Milan affronterà al Meazza la Lazio, in netta ripresa, di Stefano Pioli. I biancocelesti vogliono accorciare proprio sui rossoneri e la squadra di Mihajlovic dovrà reagire da subito per non rischiare di farsi riprendere perdendo così la sesta piazza. Dopo la sosta per le feste di Pasqua, il Diavolo giocherà sul campo dell’Atalanta di Reja, in bilico, che è stata risucchiata sul fondo della classifica e ora rischia la retrocessione. Dopo la sfida contro i nerazzurri di Bergamo, il Milan ospiterà la Juventus di Allegri, che sta lottando punto su punto contro il Napoli. Tre partite davvero complicate per i colori rossoneri che stanno vivendo uno dei momenti più delicati della stagione.

SPOGLIATOIO SPACCATO- Al termine del match pareggiato contro il Chievo Verona, hanno parlato due veterani dello spogliatoio rossonero, Christian Abbiati e Ignazio Abate. Soprattutto il primo si è mostrato molto critico nei confronti dell’atteggiamento di alcuni compagni di squadra: Abate a caldo ha contestato l’atteggiamento della squadra? Si, è stato sbagliato sia oggi che contro il Sassuolo. In questi due mesi abbiamo giocato da Milan e abbiamo ottenuto risultati, abbiamo fatto 9 partite senza perdere ma non avevamo risolto tutto. Non ho parole per la partenza di oggi, per i primi 30 minuti. Non è che non ci impegniamo, è proprio l’atteggiamento che è stato sbagliato. Dovevamo entrare in campo con molta più fame come abbiamo fatto nella ripresa dove abbiamo disputato una discreta partita. Non parlo dei singoli ma mi infastidisce quando un compagno viene richiamato e questo risponde perché vede il richiamo come una rottura, quando invece è costruttivo. Dobbiamo giocare tutti per vincere, perché se anche uno su undici non ha lo stesso atteggiamento vincente non si ottengono risultati”.Le parole dell’esperto portiere rossonero gettano alcune ombre sul fatto che lo spogliatoio del Milan sia davvero unito e le prossime giornate saranno molto indicative a riguardo.

MIHAJLOVIC SEMPRE PIU’ SOLO- L’ex tecnico della Sampdoria, circa due mesi fa, aveva dichiarato che questo sarebbe stato il “girone della vendetta”. Sono bastate due giornate per fare crollare le certezze del Milan che non ha mai abbandonato la speranza di poter chiudere la stagione al terzo posto. Silvio Berlusconi, da subito, ha mostrato e palesato le proprie perplessità nei confronti di Mihajlovic che ora è sempre più solo e sa che a fine stagione non sarà riconfermato nonostante il suo contratto scadrà il 30 giugno del 2017. Sinisa ora avrà solo la possibilità di chiudere al meglio il campionato, difendendo il sesto posto, e cercando di vincere la Coppa Italia che porterebbe in dote un trofeo e farebbe qualificare il Milan alla prossima Europa League. Questo, però, difficilmente salverà la panchina del generale Mihajlovic che a sua volta, forse, non ha nemmeno più tanta voglia di continuare la sua avventura in rossonero.

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